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Dalla redazione
martedì 18 giugno 2019

"Etruria" Wonderful Land

SCONFINATA BELLEZZA

Catia Nassi

Eccoci, partiti per questi due giorni nell’affascinate terra d’Etruria. I nostri occhi, i nostri cuori e ... il nostro palato, hanno goduto dei sapori di una cucina tradizionalmente semplice, abbinata a dei vini riconosciuti nel mondo per la loro autentica genuinità.

Dolci declivi della campagna toscana ci hanno accompagnato lungo tutto il nostro viaggio. Panorami sconfinati nella bellezza più pura, di una natura circondata da regolari vigneti, olivi secolari e il giallo delle ginestre che fa da cornice a questo ameno paesaggio.

La nostra prima cantina è stata Piaggia a Poggio a Caiano nel cuore del Carmignano DOCG. Qui ci ha accolto Silvia Vannucci che, con la sua esuberante passione, ci ha raccontato gli inizi da parte del suo “babbo” nel 1996, quasi per gioco, con un primo appezzamento di vigneto. Ma tale era l’entusiasmo che con il tempo gli ettari vitati sono diventati 18 e i riconoscimenti del suo lavoro non sono tardati ad arrivare.

  • Pietra Nera 2018 IGT 80% sangiovese e 20% cabernet franc, il loro vino più semplice, o meglio di entrata, come ci dice Silvia, con maturazione di soli 3 mesi in barrique.
  • Carmignano Il Sasso DOCG 2016, prodotto con uve di sangiovese 70%, cabernet sauvignon e franc 20% e merlot 10%, la malolattica è svolta in barrique in cui sosterà per ca. 12 mesi. All’assaggio vive di freschezza gustativa, con una notevole persistenza.
  • Carmignano Piaggia Riserva DOCG 2014, ha lo stesso uvaggio del vino come sopra descritto, per disciplinare sosta almeno 18 mesi in barrique di rovere francese e 6 mesi di affinamento in bottiglia, è ampio avvolgente e ha tutta l’eleganza dei grandi vini di Carmignano.
  • Poggio de’ Colli IGT, da uve cabernet franc in purezza. Eleganza e freschezza, sostengono un tannino delicato, ma ben percepibile. Pregevole la persistenza dai ricordi balsamici.

 

La nostra seconda cantina è stata a Castellina in Chianti nei Poderi di Castellare, nel cuore del Chianti Classico.

La visita è iniziata nei loro vigneti in terreni di galestro e in parte di alberese, dove dimorano anche viti di oltre sessant’anni! Ci siamo spostati all’interno della cantina dove abbiamo potuto ammirare il loro “tesoretto”. Bottiglie storiche fin dalla prima annata di produzione risalente al 1979. In quegli anni, era doveroso produrre per primo il “vino del governo”: a primavera si aggiungeva uva appassita, subito dopo la svinatura, per farlo rifermentare ed ottenere così un vino fresco con un bouquet aromatico intenso. In questo modo si riusciva a racimolare poche lire da poter investire negli affinamenti importanti. I vini in degustazione, con un fuori programma graditissimo:

  • Chianti Classico DOCG 2017 - Solo vitigni autoctoni - 95% sangiovese e 5% canaiolo. Un vino che può invecchiare a lungo, asciutto, di carattere, un’armonia di tannini che lo rendono perfettamente equilibrato.
  • Chianti Classico Riserva DOCG “Il Poggiale” 2016. Le uve di 90% sangiovese, 5% canaiolo e 5% colorino, provengono dall’omonimo un singolo vigneto. Un grande Chianti, premiato più volte, sfoggia corredo tannico elegante e la persistenza è legata alla complessità e ricchezza gustativa.
  • IGT Toscana I Sodi di San Niccolò 2015 (il nome proviene dal terreno che è duro e sassoso). Questo vino ha ottenuto i massimi riconoscimenti a livello internazionale, prodotto con uve di una singola vigna: “I Sodi”, da sangiovese all’85% e un restante 15% di malvasia nera. Intenso, complesso, ampio con un’armonia che lo lega ad un potenziale invecchiamento che si può protrarre fino ai 30/40 anni!
  • IGT Toscana Poggio ai Merli 2016. Una produzione limitata di solo merlot, che esprime tutta la raffinata potenza che questo vitigno sa donare, specie in un habitat favorevole come quello toscano.
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Abbiamo quindi raggiunto in serata la ridente cittadina di San Gimignano dove, il giorno successivo, abbiamo visitato il Colombaio di Santa Chiara, in località San Donato. La famiglia Logi, ci ha accolto nella veste dei tre fratelli, Giampiero, Stefano e Alessio, uniti da una passione viscerale per questo lavoro, tramandata dal loro “babbo” ancora attento osservatore e consigliere. Attraverso i loro racconti e aneddoti hanno saputo trasmettere anche a noi quell’amore con cui lavorano per produrre i loro vini, in un’agricoltura saldamente biologica, coltivando vitigni autoctoni, sia a bacca bianca che rossa. La loro punta di diamante è la vernaccia, che ha dato onore per le tante fatiche e l’impegno con premi a livello internazionale.

  • Vernaccia di San Gimignano Selvabianca 2018 DOCG, il vino più rappresentativo. Lasciato a contatto con i lieviti per il tempo più lungo possibile, per ottenere il massimo delle espressioni visive, olfattive e gustative. Freschezza e sapidità unita ad una spiccata mineralità, rendono il sorso equilibrato e di carattere.
  • Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2017 DOCG, ottenuto da uve vernaccia da singolo vigneto. La parte aromatica denota un’eleganza, ben supportata da una notevole freschezza, bilanciata da una struttura importante.
  • Vernaccia di San Gimignano Riserva DOCG L’Albereta 2016 ottenuto da solo uve di vernaccia, vendemmiate molto mature. I profumi sono decisi, minerali, speziati appartenenti ad un vino caldo, ricco di struttura
  • Chianti Colli Senesi Campale DOCG 2017, 90% sangiovese 10% merlot. Fresco, fruttato, al palato è morbido, rotondo di grande piacevolezza.
  • Chianti Colli Senesi Riserva DOCG “Il Priore” 2015 - 90% sangiovese 10% canaiolo. All’assaggio è secco, complesso di buona struttura, del tannino elegante, con lungo finale minerale.
  • San Gimignano Rosso DOC Colombaio Riserva 2014 - 100% sangiovese. Il sorso è ancora fresco, accompagnato da una sapidità che compensa un tannino ben levigato. Finale morbido e persistente.

 

Nel pomeriggio, a conclusione del nostro viaggio-studio in terra toscana, abbiamo avuto l’onore di essere ospitati dalla delegazione AIS della Val d’Elsa. Il delegato Luigi Pizzolato assieme ai suoi collaboratori, ha organizzato per noi una degustazione di spumanti metodo classico, vini insoliti per la regione. L’accoglienza della collega Roberta, nella sua casa che domina le colline toscane, è stata deliziosa: un ricco buffet di sapori regionali ha accompagnato raffinate bollicine ottenute da uve principalmente del territorio e uno scambio di doni ha suggellato questa bella amicizia, come in una sorta di gemellaggio.

Ringraziamo il nostro delegato provinciale AIS Padova, Alberto Romanato che con devozione ed impegno è riuscito ad organizzare con classe, questi due giorni senza eguali.

Foto a cura di Rossano Moretto

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