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Dalla redazione
giovedì 26 settembre 2019

LA VIE EN ROSE

BOLLICINE IN ROSA

Giuseppe Conte

Ristorante la Bulesca, Selvazzano Dentro (PD). Francesca Penzo, miglior Sommelier Veneto 2017 e vincitrice del Master Sagrantino 2019, ci ha guidato in un magnifico viaggio virtuale alla scoperta delle più importanti aree spumantistiche italiane. Serata in rosa per rendere omaggio alle donne e quindi quale vino meglio del Pinot nero rosé metodo classico poteva interpretare l’animo femminile, esaltandone non solo la determinazione e l’energia, ma soprattutto la finezza, la delicatezza e l’eleganza?

Pochi fronzoli e molta concretezza da parte dell’incantevole Francesca, che ha condotto egregiamente la serata sottolineando che i vini proposti andavano ad esprimere non solo una vigna e un territorio ma anche l’indispensabile lavoro, ingegno e intuizione dell’uomo.

I cinque metodi classici rosé a base di Pinot nero, intervallati dall’interessante M. C. Montefalco Sagrantino rosé, sono stati serviti e degustati nel seguente ordine:

 

Primo vino: Alto Adige DOC Spumante Brut Rosé Athesis 2015 – Kettmeir

Questa cantina, fondata da Giuseppe Kettmeir nei primi anni del ‘900, ha espresso il suo primo metodo classico nel 2000 e la riserva nel 2011. Il vino proposto in degustazione, a base di Pinot nero con una piccola percentuale di Chardonnay, era in versione magnum, a garanzia di una maggior qualità ed espressione. I vigneti sono coltivati fra i 450 e 750 m. s. l. m. con sbalzi termici importanti e terreni ideali per garantire la massima qualità del Pinot nero. Una breve macerazione sulle bucce ha dato a questo vino un eccellente colore rosato "buccia di cipolla" molto brillante e luminoso, perlage finissimo e persistente. Naso intenso che parlava dell’Alto Adige e delle sue montagne, un vegetale delicato, un’erba aromatica con una nota di fragolina e piccoli frutti di bosco. Al gusto è risultato fresco e sapido con una verticalità che tendeva a evidenziare l’elegante presenza delle erbe aromatiche.

 

Secondo vino: Oltrepò Pavese DOCG MC Pinot Nero Brut More Rosé 2013 – Castello di Cigognola

Siamo in Lombardia, provincia di Pavia, territorio relativamente giovane per la spumantizzazione, al confine con il Piemonte e la Liguria. Zona compresa nel 45° parallelo, lo stesso di Bordeaux, altezza 400 m. s. l. m. con terreni argillosi, scarsa presenza di scheletro quindi particolarmente adatti alla produzione di vini rossi. Vino da uve Pinot nero 100% con affinamento di 18/24 mesi, l’enologo Cotarella ha magistralmente plasmato un prodotto di un colore rosa molto brillante e carico a testimonianza di un pinot nero muscoloso ed elegante. Olfatto intenso con sentori terziari di lacca e un frutto rosso maturo, ecco quindi le fragoline e i frutti di bosco. Il sorso riportava a quello che il naso aveva anticipato, grande freschezza ben equilibrata della giusta sapidità a garanzia di una piacevole avvolgenza.

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Terzo vino: Scacciadiavoli Brut Rosé – Scacciadiavoli

Con questo vino siamo passati in Umbria, a Montefalco, zona meravigliosa e patria del Sagrantino, che viene coltivato in terreni argillosi con presenza di sabbie lacustri dovute ai laghi. L’azienda Scacciadiavoli, di proprietà della quarta generazione della famiglia Pambuffetti, prende il nome dall’esorcista che viveva in questa antica azienda e che per i suoi riti usava il vino sagrantino. Con la versione metodo classico spumante si esce dalla denominazione in quanto la DOCG non prevede lo spumante, che è comunque ottenuto da uve Sagrantino in purezza con un affinamento di 24 mesi sui lieviti. Questo brut rosé si è presentato con una veste di colore rosato carico molto luminoso, perlage con bollicine fini, numerose e persistenti. Al naso è risultato intenso ma delicato, con note balsamiche e di frutta nera. Sorso pieno ed avvolgente molto composto e calibrato con un chiaro richiamo alla china e al chiodo di garofano. Vino perfettamente adatto all’abbinamento con i salumi, anche molto speziati, che sono una caratteristica di questa interessante regione.

 

Quarto vino: Alta Langa DOCG For England Rosé Pas Dosé 2012 – Contratto

Siamo nella parte più meridionale del Piemonte, tra le province di Cuneo, Alessandria e Asti, in un territorio storico dove altrettanto storica è la cantina Contratto. Questa versione rosé pas dosé viene prodotta da uve Pinot nero 100% coltivate nel comune di Canelli (AT) ad una altezza di circa 740 m. s. l. m. Anche questo vino ha una vinificazione in acciaio e un affinamento sui lieviti di almeno 48 mesi. Il colore è stato descritto come un rosa tenue brillante e luminoso, olfatto caratterizzato da sentori di tufo e erbe officinali, un tocco di frutti rossi ma anche scuri e una nota speziata riconducibile al pepe. L’eleganza olfattiva è stata confermata in bocca, notevole la persistenza con un richiamo minerale ben equilibrato da una pungente freschezza.

 

Quinto vino: Franciacorta DOCG Pas Dosé Rosé Parosé 2014 – Mosnel

Franciacorta, area spumantistica in provincia di Brescia, vicino al Lago D’Iseo, che non ha bisogno di presentazioni in quanto il nome individua un territorio, un vino e un prodotto di assoluta eccellenza. Il Parosé deriva dall’unione delle parole: Pas Dosé e Rosé, da uve Pinot nero 70% e Chardonnay 30%, coltivate sui terreni morenici. La cuvée di base fa un passaggio di sei mesi in legno e poi un affinamento di 36 mesi sui lieviti. Mosnel, che significa "pietraia", rappresenta una delle aziende più importanti e più antiche della Franciacorta fin dal 1800. Nel 1979 iniziò la produzione dello spumante metodo classico che ebbe il riconoscimento DOCG nel 1995. Il vino degustato evidenziava un colore rosa non molto intenso ma assolutamente brillante, con bollicine fini, persistenti e numerose. Il naso esprimeva tutta la Franciacorta, quindi lieviti per dolci, frutta matura anche esotica e una nota di vaniglia a testimonianza dell’uso del legno gestito in maniera ben dosata e mai invadente. Al gusto ha confermato tutta la sua eleganza con un finale minerale e di frutta esotica.

 

Sesto vino: Trento DOC Extra Brut Rosé Cavaliere Nero Riserva – Revì

Quest’ultimo vino ha espresso una terra che giustamente viene considerata la Champagne italiana. I terreni, l’altitudine, il clima risultano ideali per la coltivazione di Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco e anche Pinot meunier. La cantina Revì fu fondata nel 1982 ad Aldeno in piena zona Trento DOC, e il termine deriva da re vin quindi nome regale per vini "degni di un re". Il cavaliere nero extra brut 72 mesi è una cuvée di due annate, 2011 e 201), non è quindi una riserva ma si può dire che risulta ancora migliore di una riserva. Pinot nero in purezza per un vino che si è espresso in un accattivante colore oro antico con sfumature aranciate, molto luminoso e brillante, bollicine fini, setose e numerose. Intenso all’olfatto con note fruttate di arancia sanguinella e sentori di tabacco da sigaro. In bocca si è dimostrato avvolgente, elegante con una piacevole nota minerale, ideale per chiudere in maniera superlativa queste eccellenti degustazioni.

 

Nel prendere la parola il delegato di Padova, Alberto Romanato, ha giustamente sottolineato la bravura di Francesca Penzo che ha ben condotto la piacevole serata dimostrando competenza, passione e grande capacità di comunicazione. Per questo ben riuscito evento in rosa non poteva mancare un gustosissimo risotto a conclusione di un percorso di degustazione di pregevoli spumanti rosé M. C. che ci hanno condotto nelle zone italiane più vocate per la produzione di queste allegre e fini bollicine.

Foto a cura di Rossano Moretto

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