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Dalla redazione
martedì 5 novembre 2019

Castello di Fonterutoli

NEL RICORDO DI SER LAPO

Giuseppe Conte

Giovedì 24 ottobre 2019 è data da ricordare per la delegazione AIS di Padova: il ristorante "La Bulesca" ha ospitato un grande evento con l’azienda vitivinicola Castello di Fonterutoli. È stato piacevole ed emozionante ascoltare Francesco Mazzei, discendente di questa storica famiglia, per l’occasione accompagnato da Marco Di Gaetano e da Gianni Lazzaretto, agente di zona.

 

Storia, vini, dinastie si sono susseguiti in un intreccio di racconti che hanno rievocato ventiquattro generazioni che, a partire dal 1435, si sono susseguite nei secoli fino ai giorni nostri come viticoltori nel Castello di Fonteruoli. Quello della famiglia Mazzei è un legame indissolubile con la Toscana e con il vino, protagonista indiscusso di questa nobile casata situata, ritenuta il produttore più importante del Chianti.

Ser Lapo Mazzei è considerato il padre della denominazione, essendo stato il primo a chiamare Chianti il vino prodotto in questa zona. La proprietà comprende 650 ettari di cui 117 a vigneto con 120 parcelle ben distinte e situate ad una altezza compresa tra i 220 e 550 m. s. l. m. Le zone più significative nell’area di Castellina in Chianti sono le Ripe, Fonterutoli, Caggia e Belvedere. Territori che esprimono una complessità unica, caratterizzata però terreni e condizioni climatiche eterogenee, che vanno dalle argille al calcare con temperature e sbalzi termici importanti. Tutto questo concorre a dare eleganza, profumi e freschezza ai vini prodotti.

Non solo Sangiovese, ma anche Malvasia nera, Colorino e Cabernet Sauvignon: 18 selezioni massali da materiale genetico unico e risalente a prima della Grande Guerra. Nelle 120 parcelle ci sono anche 36 biotipi, piantati ciascuno nei terreni più adatti in modo da sfruttare appieno le caratteristiche di ognuno. Grande attenzione all’ambiente quindi, con un ecosistema che oltre ai vigneti comprende anche boschi, oliveti e seminativi. Qui naturalmente non viene fatto uso di pesticidi e la gestione fitosanitaria è adeguata e rispettosa di un ambiente naturale ideale.

Francesco Mazzei ci ha raccontato della meravigliosa cantina di 9.500 mq, progettata dalla sorella Agnese Mazzei, noto architetto membro della famiglia. L'ambiente è stato sviluppato su tre livelli, così da poter sfruttare la gravità, ed è interrato per il due terzi della superficie, così da garantire un basso impatto paesaggistico. Durante il processo produttivo viene usata la gravità per mantenere integre le qualità organolettiche delle uve. Questa cantina, realizzata dal 2003 al 2007, è stata definita la più impressionante del Chianti, è dotata di 74 microfermentatori e vengono effettuate 120 vinificazioni separate, proprio per valorizzare il potenziale di ogni singola parcella aziendale.

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La degustazione dei vini, molti dei quali pluripremiati, è iniziata con:

 

Ser Lapo - Chianti Classico DOCG riserva 2016

Blend di uve Sangiovese e Merlot coltivate in terreni collinari di circa 300 m. s. l. m. con prevalenza di argilla e discreto scheletro. Affinamento di 12 mesi in barrique (50% nuove), il Merlot concorre ad arrotondare e smussare un vino di una discreta struttura e che onora degnamente il nome di "Ser Lapo".

 

Castello Fonterutoli - Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2016

La Gran Selezione è nata nel 2010 e viene prodotta solamente con i vitigni di proprietà. È stata definita la quintessenza dei cinque terroir e deriva dalle migliori 50 parcelle con 36 diversi biotipi di Sangiovese. Si può dire rappresenti il château del Chianti classico. Questo eccellente vino è un uvaggio di Sangiovese al 92%, Malvasia nera e Colorino, e si è presentato con una struttura importante e una complessità di eleganti profumi, dove il frutto è subito emerso assieme a una speziatura piccante. Tannino affumicato e una lunga persistenza per un vino di grande equilibrio, ma che può migliorare ancora.

 

Mix 36 2016 - Toscana IGT

Vino che porta il nome di un progetto comprendente 36 biotipi di Sangiovese. Grande complessità dovuta proprio a questo mix, ha espresso equilibrio ed eleganza con un finale lungo che invitava ad un altro sorso.

 

Concerto di Fonterutoli 2016 - Toscana IGT

Questo Supertuscan è un uvaggio di Sangiovese all'80% e Cabernet Sauvignon al 20% ed è considerato il fratello del Tignanello. Logica di produzione completamente diversa dalle tradizionali, è stato trovato il giusto equilibrio fra due vitigni che generalmente fanno a sportellate, ma che danno prodotti eccezionali se gestiti con sapienza. Il vino, pur essendo molto giovane, ha comunque evidenziato una ottima complessità di profumi con un tannino esuberante ed una elegante freschezza, confermando anche un concerto di sapori che lo rendono unico e prezioso.

 

Siepi 2016 - Toscana IGT

La prima bottiglia di questo straordinario vino è stata prodotta nel 1992, anche se le origini del "Siepi" risalgono a circa 600 anni fa. Sangiovese e Merlot creano un prodotto perfetto che ha letteralmente fatto il botto, essendo stato premiato per 17 volte in 24 anni con i 3 bicchieri del Gambero Rosso e con molti altri importanti riconoscimenti.

 

La chiusura della splendida serata, con questi due ultimi Supertuscan, è stato il giusto riconoscimento a una cantina e a una famiglia che ha segnato la storia dell’enologia non solo in Toscana, ma anche in tutto il territorio nazionale. A conclusione della degustazione, Alberto Romanato ha consegnato a Francesco Mazzei una commovente targa a ricordo del papà Lapo recentemente scomparso, ma sempre presente nei cuori di quanti lo hanno conosciuto e di quanti hanno apprezzato il suo impegno e la sua dedizione, non solo per la famiglia ma anche per il meraviglioso territorio del Chianti.

Foto a cura di Rossano Moretto

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