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Dalla redazione
sabato 25 gennaio 2020

Villa Rinaldi

MAISON DE NE'GOCE ITALIANA

Giuseppe Conte

Sabato 18 gennaio, nonostante la mattinata uggiosa, si è tenuta un’allegra giornata alla cantina Villa Rinaldi di Soave. Merito di Cinzia, figlia di Rinaldo, patron e fondatore di questa stupenda realtà dove il metodo classico rappresenta uno stile, una passione e un’arte affinata in molti anni di esperienza. L’unico obiettivo era e rimane quello di migliorare un metodo di vinificazione che già oggi rappresenta un’eccellenza nello scenario italiano e non teme paragoni con i cugini d’Oltralpe.

Cinzia Rinaldi ha sapientemente raccontato molti aneddoti riguardanti suo padre Rinaldo ma anche della mamma, anche lei appassionata ed esperta di bollicine, tant’è che ancora oggi il giudizio finale su ogni singolo vino è affidato al suo “fine naso”.

L’esperienza in Francia, il grande studio, l’innata vocazione e la geniale intuizione hanno permesso a Rinaldo di diventare un grandissimo esperto di metodo classico ricevendo importanti riconoscimenti, anche internazionali.

Inizialmente, per il vino base, si usavano le uve del territorio quindi durella tagliata con la garganega, ma ben presto Rinaldo si accorse che questo uvaggio non poteva reggere il confronto con lo chardonnay e il pinot nero dello Champagne. La ricerca di altri vitigni lo ha portato in Trentino-Alto Adige, dove ha cercato di fare vini di qualità con i vitigni caratteristici della zona.

Prima in Trentino ora solo in Alto Adige per la migliore escursione termica, ha valorizzato ai massimi livelli sia lo chardonnay ma anche il pinot nero arrivando a produrre metodi classici unici e di una inconfondibile eleganza.

L’eleganza, l’unicità, la precisione, la continua volontà di migliorare rappresentano proprio lo stile di questa famiglia, in particolare di Rinaldo: infatti la bellissima villa ristrutturata con gusto, i pregiati affreschi del Cinquecento, l’ordinata e preziosa barricaia riassumono in maniera esemplare ed efficace la filosofia di questa Maison de Négoce Italiana, di cui Rinaldo è stato l’artefice e che trova continuità anche nelle nuove generazioni.

Non solo 13 etichette di metodo classico, ma anche 2 di Amarone di cui una bianca - la riserva prodotta in annate favorevoli - e una rossa definita più “facile”. Non potevano mancare anche 2 distillati di 40 % e 58 %, un’acquavite di vino, commercializzati in una elegante bottiglia di cristallo a conferma che nulla viene lasciato al caso ma valorizzato ai massimi livelli.

Arrivati alla tanto attesa degustazione, Cinzia ci ha deliziato con 8 vini di assoluto pregio raccontati con bravura e passione, coinvolgendo nella degustazione il delegato Alberto Romanato e alcuni sommelier presenti.

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Villa Rinaldi: le ardite bollicine
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Primo vino: Villa Rinaldi Cuvée Ultra Brut 2009 alcol 12,5%

Questo Chardonnay in purezza è un Pas Dosè (2-3 g/l di zucchero), affinamento in barrique non tostate e 48 mesi sui lieviti: rappresenta il primo ultra-brut di Villa Rinaldi ed è in commercio da settembre 2018. Bollicine finissime e numerose con una spuma morbida e cremosa che scende lentamente disegnando nel bicchiere una caratteristica corona. Profumi floreali e un sorso equilibrato, pur in assenza di zuccheri, quindi piacevole e di pronta beva adatto anche a chi non ha la cultura del metodo classico.

Secondo vino: Villa Rinaldi Gran Cuvée Bianca Brut 2015 alcol 12,5%

Vino prodotto da uve chardonnay 100% coltivate ad una altitudine inferiore rispetto al primo, affinamento di 6 mesi in barrique di secondo passaggio e 22 mesi di presa di spuma. Questo spumante, che rappresenta un vino base dell’azienda, si presenta con una brillante veste di colore paglierino con riflessi dorati e numerose bollicine sottili e persistenti. Olfatto intenso con profumi fruttati di ananas, pera e banana matura ma anche delicate note agrumate. Al palato ha confermato tutta la sua eleganza con una freschezza ben bilanciata da una sapidità che richiamava ad un altro sorso.

Terzo vino: Villa Rinaldi Imperiale Brut 2015 alcol 12,5%

Altro metodo classico, questa volta da uve Pinot nero in purezza con etichetta ovale considerato un vino base con affinamento di 8 mesi in barrique di secondo passaggio e trenta mesi sui lieviti.

Alla vista il colore identificava il vitigno con un brillante giallo paglierino carico e un perlage fine e persistente. All’olfatto ha espresso eleganti profumi floreali e fruttati con chiare note di banana ma anche di crosta di pane e un lungo finale sapido.

Quarto vino: Villa Rinaldi Supreme Brut riserva 2015 alcol 13%

Questo Pinot nero in purezza è stato campione del mondo nel 2010-2011 e ha ricevuto il prestigioso premio “Civiltà dello Spumante” essendo una riserva la bottiglia è caratterizzata dalla presenza di un sigillo che lo identifica come uno straordinario metodo classico frutto di un lungo affinamento di 40 mesi in barrique di primo passaggio e altri 40 mesi sui lieviti. Al naso profumi di mela e pera con eleganti note di caffè tostato, pan brioche con un lungo ed equilibrato finale con sentori di piccoli frutti di bosco.

Quinto vino: Villa Rinaldi Barricaia Brut 2011 alcol 12,5%

Questa elegante riserva è frutto di un uvaggio di chardonnay 60% e pinot nero 40% matura 24 mesi in barrique francesi e 30 mesi sui propri lieviti. Un metodo classico di assoluto pregio, di un accattivante colore paglierino con riflessi dorati con un fine e persistente perlage.

Profumi intensi con note fruttate e anche speziate di vaniglia, un piacevole tocco di sigaro ma anche una sensazione minerale di pietra focaia.

Sesto vino: Villa Rinaldi Rosé di Barricaia Brut 2004 alcol 13%

Spumante metodo classico da uve pinot nero vinificato in rosa, rappresenta la massima espressione di rosè. Affinamento di 24 mesi in barrique nuove e 36 mesi di sosta su lieviti per uno spumante di un brillante colore rosa antico con setose bollicine fini e persistenti.

Olfatto intenso e complesso con sentori di fragoline di bosco, arancia sanguinella e un tocco floreale di rosa e violetta con note di agrumi canditi. Vino straordinariamente equilibrato, fine ed elegante che ben esprime e riassume l’eccellente qualità di Villa Rinaldi.

Settimo vino: Villa Rinaldi Cremé demi sec 2011 alcol 12,5%

Metodo classico da uve chardonnay 50% e Pinot nero 50% con 33 g/l di zucchero per uno spumante definito di metà mattina o metà pomeriggio. Vino ottenuto con una vendemmia “progressiva” per garantire una dolcezza naturale. Affinamento di 18 mesi in barrique e ulteriori 36 mesi in bottiglia a contatto con i lieviti, colore giallo dorato tendente al rosa antico. Al naso un’autentica esplosione di frutta matura e candita, pan pepato e vaniglia. La giusta freschezza rende il vino equilibrato, piacevole con una elegante dolcezza, perfetto l’abbinamento a piatti di fegato alla griglia, sarde in saor o alici marinate.

Ottavo vino: Villa Rinaldi Recioto della Valpolicella metodo classico 1988 alcol 13%

Questo sublime e ormai introvabile metodo classico dolce ha degnamente concluso le degustazioni confermando, anche in questo caso, la qualità delle eccellenze che ci sono state progressivamente proposte. Spumante che ha maturato 24 mesi in barrique nuove e 36 mesi sui lieviti, colore rosso rubino impenetrabile con un caleidoscopio di profumi che andavano dalle amarene e prugne in confettura continuando con i fichi secchi, ma anche note di cacao e tabacco. Un finale lunghissimo e piacevole per un vino emozionante e da ricordare.

Il lungo applauso finale a conclusione della degustazione è la degna testimonianza di una giornata da ricordare sia per la qualità degli spumanti in assaggio, sia per la bravura e l’entusiasmo di Cinzia che ben ci ha accompagnato in questo emozionante percorso avvolti da meravigliose e ardite bollicine.

Foto a Cura di Rossano Moretto

pubblicate nella pagina [email protected]

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