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Dalla redazione
giovedì 10 novembre 2022

Cantina Del Rèbene

Racconto di una mattinata di mezzo autunno con il produttore

Daniele Adorno


Appuntamento fissato da Ais Verona per sabato 29 ottobre presso l’Azienda Agricola Del Rèbene nel cuore dei Colli Berici, immersi nella natura. Quello che colpisce è il microclima mediterraneo visto che siamo nella quarta decade di ottobre; ancora avvolti dalla nebbia mattutina, salendo per tortuose stradine, troviamo vitigni e uliveti che costeggiano fitti boschi di frassini, querce, castagni, aceri e noccioli. Ai loro piedi si scorge un sottobosco pullulante di moltissime specie come la melissa, il pungitopo, la rosa canina, l’elleboro verde e persino alcuni tipi di orchidee selvatiche. Arrivati sulla cima della radura ove sorge la cantina, veniamo letteralmente investiti da un panorama unico con vista mozzafiato sulla valle del Gazzo: dolci pendii verdeggianti, rigogliosi e selvaggi, infranti dai primi raggi di sole mattutino come lampi di luce in un cielo terso dal profondo azzurro. 

E’ qui che ci accolgono Claudia Serblin e Francesco Castegnaro dell’azienda Del Rèbene, mostrando tra i filari di olivi e vigne il frutto delle loro decennali fatiche per realizzare i propri sogni.

 

Con i polmoni pieni d'aria frizzante e sorgiva di questo angolo di paradiso, la vista baciata dal sole ed il corpo scaldato da un tepore quasi di fine estate iniziamo a conoscere i vini dell’azienda.

 

Carmenere Veneto Igt 2019. Color rubino con nuance carminee. Vivido e di una certa trasparenza. Al naso dispiega suadenti note floreali di violetta, petalo di rosa e poi frutta rossa, rappresentata più precisamente da ciliegia e prugna. Sul finire una piacevole scia speziata che sconfina da radici di genziana, liquirizia, cioccolato e foglia di tabacco. Alla bocca freschezza e sapidità risaltano rispetto ad una morbidezza comunque piena. Un vino relativamente facile che si presta ad essere bevuto ed abbinato a svariati piatti della tradizione vicentina. Fermentazione in vasche di cemento come per tutti i vini dell’azienda.

 

Carmenere Veneto Igt 2017. Rubino pieno. Al naso dispiega una complessità superiore rispetto alla versione 2019. Spiccano un frutto rosso maturo come il durone, poi potpourri di fiori, rabarbaro, tamarindo, liquirizia e saporite note di cioccolato. Rispetto al precedente, troviamo più struttura e più evoluzione. Sorso più lungo e gustosamente sapido, con un tannino più levigato, frutto di un’annata siccitosa e di scarse rese produttive.  

 

Carmenere Veneto Igt 2016. Aumenta la concentrazione cromatica del rosso rubino rispetto ai predecessori, rendendo la massa quasi impenetrabile. Oltre alla caratteristica frutta rossa, aumenta la complessità olfattiva trovando presenza di violetta, lavanda, chiodi di garofano, carcadè in infusione, pellame, tostatura, raffinate note di boisé, cioccolato con una chiara percezione di torrefazione ed un finale lungo e speziato molto piacevole. Il tannino è ben bilanciato. Pienamente maturo e di una bellissima sapidità, vanta ancora una freschezza che lo può accompagnare sicuramente negli anni a venire. Conquista per l’equilibrio perfetto e la suadenza del sorso a cui deve molto al passaggio in legno di tonneau. Estate non caldissima ma un lungo e soleggiato ottobre che hanno regalato questo equilibrio quasi da manuale.  

 

Carmenere Veneto Igt 2015. Rosso rubino molto brillante. Al naso emergono note di sottobosco, mirto, macchia mediterranea, muschio, leggere sensazioni vegetali ed un finale speziato che caratterizza tutti i carmenere Del Rèbene. Con una freschezza maggiore della versione 2016 incuriosisce per il suo avvenire ancora in evoluzione e da scrivere. Una grande piacevolezza accompagna sempre il sorso per merito di una avvolgenza ed una persistenza in evoluzione. Frutto di un’annata molto calda, in particolare tutta l’estate e l'autunno. 

 

Conclusa la degustazione, sazi ma non paghi di bellezza per i nostri sensi, veniamo guidati alla scoperta dell’olio extravergine da Bernardo Pasquali, scrittore, giornalista, degustatore ma soprattutto promotore ed ambasciatore di grandi eccellenze enogastronomiche mondiali.      

Cimentandoci con un olivaggio di cultivar di rasara, leccino, grignano e coratina riusciamo a percepire molto bene l’aroma fruttato. Si riconoscono lime e scorzetta d’arancia, poi sentori vegetali con lo spiccare di una nota di carciofo, sempre raro ed elegante, ed erba appena tagliata.

Al palato ritroviamo tutte le caratteristiche di questo grandissimo prodotto: l’amaro, il vegetale, il fruttato ed un leggero pizzicore lungo il cavo orale che rivela una certa piccantezza dovuta alla presenza di polifenoli, tirosoli e tannini, sostanze antiossidanti e con un'azione rivitalizzante e purificante per il nostro organismo.

Chiudiamo questa giornata pazzesca con una botta di appagante seratonina fornitaci da due frammenti di cioccolato. 60% al latte con cacao Criollo Americano e 70% di cacao fondente Dark Tuscany di Cecilia Tessieri Rabassi, primo maître chocolatier donna, insignita del primo premio alla President’s Award della London Chocolate Academy per essere stata la persona che ha rivoluzionato il mondo del cacao e del cioccolato negli ultimi 30 anni.  

Averne di esperienze come queste.

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