Wine Experience
Dalla redazione
mercoledì 28 giugno 2023

Loira sfavillante bellezza

Parte seconda

Maria Grazia Melegari


La Degustazione - i vini bianchi

 

Vin de France Melonix 2020 - Domaine Landron
Il Pays Nantais, nella parte atlantica della Loira, è il regno del Muscadet ottenuto dal melon de Bourgogne al 100%. Gli ettari sono circa 8.600, su quattro denominazioni con in testa Muscadet Sèvre-et-Maine.
Jo Landron è un sicuro riferimento fin dagli anni Novanta, con la scelta di privilegiare la maturità del frutto e la mineralità del terroir di sabbie, argille e silice.
Giallo paglierino chiaro, inizia un po’ chiuso su toni di scorza di limone, erba fresca e floreale gentile di camomilla, poi il frutto carnoso a pasta bianca. Notevoli la freschezza espressiva e la soavità. Evolve in modo franco e definito aprendosi con lentezza e sempre con toni delicati e carezzevoli: sapone di Marsiglia, cipria, formaggio fresco. Bocca morbida, grassa e fusa ma di grande tonicità e freschezza. Melon de Bourgogne coltivato in biologico da vigne di 35 anni. Vendemmia manuale, vinificazione in cemento vetrificato con fermentazione spontanea, malolattica svolta. Elevage sur lies per 10 mesi. Zero solfiti aggiunti.

 

Sancerre Blanc Les Quarterons 2020 - Domaine Sèbastien Riffault
Nel Centre Loire domina il sauvignon blanc e il Sancerre, con i suoi 2400 ha, è riconosciuta star mondiale della varietà, ospitata su terreni diversi: marne bianche, di calcare duro o argilloso silicei.
Sébastien Riffault propone una visione non convenzionale del Sancerre. Opta per una viticoltura naturale: aratura con cavalli, pochi interventi in vigna e in cantina, nessuna chimica di sintesi, lunghi affinamenti. Les Qurterons è ottenuto da vigne di 35 anni, poste su terreno di calcari bianchi con esposizione a sud.
Floreale e fruttato: fiori di sambuco e mango, poi evolve su una nota fresca e balsamica di mentolo. Domina il verde, con una nota vegetale penetrante e quasi pungente. Al palato si presenta grasso, ravvivato da un’acidità verde e balsamica, con buona sapidità in superficie. Vino immediato e d’impatto dalla freschezza dissetante. Vendemmia manuale, fermentazione alcolica e malolattica in acciaio, maturazione di 24 mesi. Nessuna correzione dei parametri enologici, filtrazione su terra e leggera solfitazione prima dell'imbottigliamento.

 

Cheverny blanc “Les Haut de Madon” 2020 - Christian Venier
Il terroir dedicato al sauvignon blanc inizia nella Touraine, dove va a braccetto con lo chardonnay e altre varietà minori a bacca bianca come l’orbois e il romorantin. Christian Venier coltiva in biologico circa 7 ettari di vigneti su terreno argilloso calcareo con silice - oltre a a sauvignon blanc e chardonnay, anche chenin blanc, menu pineau (orbois), gamay e pinot noir,
Si apre con note di glicine, prato agreste, coriandolo, poi resinose, di acquaragia, sigaretta spenta. Evolve in frutto tropicale e nocciola tostata, con ricordi di malto nel finale che risulta anche leggermente pepato. In bocca è di struttura, un po’ frenato in acidità, più sapido che fresco. Un vino non facile, teso e reattivo, persistente e fitto pur essendo leggero. Ha bisogno di tempo. Le uve di sauvignon blanc e orbois sono vendemmiate a mano. Fermentazione alcolica e malolattica spontanee, nessuna filtrazione e zero solfiti aggiunti.

 

Saumur Brut - Domaine de la Paleine
Nell’areale dell’Anjou, il Saumur è il rosso per eccellenza, prodotto principalmente con cabernet franc, ma non mancano bianchi, rosati e fines bulles, come questo brut prodotto con chenin blanc 60%, chardonnay 20%, cabernet franc 10% e grolleau gris 10%, da vigneti coltivati in biodinamico su terreno argilloso calcareo.
Ampio nei profumi floreali di acqua di rose, si apre su distillato di vinaccia, sidro asciutto, leggera crosta di formaggio e pera grattugiata. Al palato offre una carbonica fine, è cremoso, compatto, con polpa d’arancia e vaniglia e un finale asciutto e acidulo di fetta biscottata e mela cotogna. Vendemmia manuale, fermentazione spontanea in acciaio, interruzione della fermentazione a 22 g/l di zuccheri residui. Tiraggio in bottiglia e sosta sui lieviti dai 16 ai 36 mesi secondo le annate. Sboccatura senza dosaggio né solfitazione.

 

Vouvray sec “Le Clos” 2020 - Vincent Careme 2020
Altra puntata in Touraine, sulla riva destra, nella rinomata Appellation che dallo chenin blanc piantato sul toffeau (gesso) produce più tipologie: bianchi secchi, demi-sec, moelleux, doux, frizzanti e spumanti.
Il rigore di VIncent Careme, che coltiva in biologico vecchie vigne di chenin, è l’anima di Vouvray equilibrati e armoniosi.
Giallo paglierino luminoso. Articolato e asciutto nei profumi che ricordano il cemento fresco e un vegetale sottile. Il frutto di litchi acerbo è un po’ nascosto. A seguire accenno fumé, senape in grani e buccia di mela renetta. Al gusto è grasso, profondo, lineare, con un’acidità sotterranea che si protende come dita d’acciaio nell’allungo. Il sorso offre una morbidezza ovattata, lasciando salinità sulle labbra e un finale dissetante con accenni di rosmarino. Vino ancora giovane che si produce nel lieu dit omonimo da vigne di 50 anni esposte a sud. Fermentazione spontanea e affinamento in demi-muids da 400 litri per 18 mesi.

 

Montlouis-sur-Loire “Les Bournais” 2020 - François Chidaine
Sempre in Touraine, questa denominazione è la gemella del Vouvray sulla riva sinistra - -stesso vitigno e tipologie - si sta liberando dal complesso dell’eterno secondo, grazie a una giovane generazione di produttori guidata da François che, dapprima in biologico e ora anche in biodinamico, conduce oltre 30 ettari in storici lieu dit, come il Les Bournais, su touffeau esposto a nord ovest.
Giallo paglierino brillante. Il naso è ritroso e un po’ rugginoso, di acqua ferma, erbe secche, alloro. Accenni dolci di vaniglia e crema pasticcera, Zafferano.
Patinato nella tessitura gustativa, è dotato di buona acidità che dà tensione e dinamismo, lasciando ricordi di sigaro toscano ei tè nero. Vendemmia manuale in più passaggi, fermentazione spontanea, affinamento sulle fecce fini in demi-muids da 600 l. per 7 -8 mesi.

 

Vin de France “Pierre Precieuse” 2019 - Alexandre Bain
In Centre Loire, l’areale del Pouilly Fumé con i suoi 1350 ha sulla riiva destra rappresenta con i vini esclusivamente bianchi, l’alter ego del Sancerre. Alexandre Bain produce in biodinamico dei “blanc fumé - così si può chiamare il sauvignon blanc di Pouilly - che esprimono l’essenzialità del terroir più che il varietale del vitigno e per questo tavolta non compresi localmente. Si spiega così l’etichettatura come Vin de France di un autentico Pouilly Fumé che nasce dai terreni argillosi- calcarei del lieu-dit Boifeury.
Complesso: note di mash mellow, birrose ed erbacee potenti ma eleganti di salvia. Procede su cedro candito, calvados e noce moscata.In bocca è cremoso e slanciato, corposo ma scorrevole, fine: salatissimo il lungo e variegato finale ch’è anche piccante e con ricordi amari di genziana. Vendemmia manuale, fermentazione spotamea e affinamento in legno grande per 36 mesi. Nessuna filtrazione, nè aggiunta di solfiti.

Vouvray moelleux 2017 - Clos Naudin Foreau
Chiude la serie lo spettacolare moelleux di Philippe Foreau che cesella lo chenin blanc coltivato in bologico in vini eleganti e longevi.
Dorato compatto, profuma di biscotti al burro, albicocca disidratata, miele, capperi: dolce e salato insieme, Poi emergono bergamotto, una nota officinale di macerato di tarassaco e mandarino cinese.
Al palato scorre, teso, schietto, definito e ricco, rimanendo teso per il gioco acido sapido e per la persistente chiusura amaricante di assenzio, dove la dolcezza iniziale quasi scompare. Da vigne di 40 anni su toffeau argilloso calcareo.Vendemmia manuale, fermentazione spontanea in legno, affinamento in botte da 300 l.

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